mercoledì 15 aprile 2015


Le infrastrutture siciliane soffrono, soprattutto quelle stradali. Il primo crollo si è verificato a livello del viadotto “Scorciavacche” già il 30 Dicembre 2014. E’ di pochi giorni fa invece, un nuovo crollo, questa volta ancora più grave, a carico dell’A19, Palermo – Catania. A seguito di una frana, secondo alcuni già nota dal 2005 (ma l’Anas pare avere una opinione contraria) un pilone del ponte all’altezza di Scillato
ha provocato il cedimento di almeno 300 metri di autostrada separando di fatto la Sicilia Orientale da quella Occidentale. Esistono certamente altre strade, non autostrade, vecchie vie, deviazioni e ferrovie. Si, proprio quelle ferrovie che dovrebbero collegare la Stazione centrale di Palermo a quella di Catania in circa 3,18 ore per 192 km. Tutto questo preambolo, necessario per capire il disagio di tutti, serve anche a giustificare la proposta che è originata quasi contemporaneamente dalla stessa Fly Comiso e dal Sindaco di Catania Enzo Bianco. Subito infatti è stato lanciato un sondaggio su proposta degli stessi utenti, per capire se, secondo gli utenti, realizzare un collegamento aereo d’emergenza tra l’Aeroporto di Comiso e quello di Palermo potesse essere utile. Inaspettatamente, la domanda ha ricevuto grande attenzione dagli utenti a tal punto che, tra contrari e favorevoli, hanno votato in 331. Di questi, in modo ancora più sorprendente, ben 303 hanno votato a favore della realizzazione di questa ipotetica tratta aggiungendo nei commenti al sondaggio i pro, secondo la loro personale opinione. Importante anche il punto di vista di coloro che hanno votato in modo contrario e che hanno voluto esporre le loro perplessità. La discussione è stata civile e proficua volta ad individuare in fin dei conti la fattibilità o meno di una rotta di appena 20 minuti, sebbene sempre provocatoria, ma non tanto. Tant’ è che è proprio di queste ore la notizia che il Sindaco di Catania Bianco abbia contattato Ryanair chiedendole di operare la Catania – Palermo e che la GESAP (Società di Gestione dell’Aeroporto di Palermo) abbia confermato i propri contatti con la Ryanair, che si è detta disponibile a discuterne ad un tavolo già a fine mese ed addirittura che si sia fatta avanti anche l’ex compagnia di bandiera Alitalia, pronta ad effettuare lo stesso collegamento. Certo, tra il dire ed il fare c’è sempre di mezzo il mare, o magari un ponte crollato, ma che ci siano manager che si stanno occupando della questione, è fuor di dubbio. In tutto
questo, l’Aeroporto di Comiso, per il quale è stato realizzato il sondaggio, che ruolo avrebbe? Il solito: sinergico (a senso unico). Sarebbe il caso infatti che anche le varie compagnie che non hanno ancora scelto Comiso come aeroporto alternato naturale di Fontanarossa, lo scegliessero e non per vana gloria, ma per rispetto dei passeggeri e per limitare costi e disagi. Pensate ad un volo dirottato da Catania a Palermo, con una autostrada interrotta e minimo 100 km di deviazione da fare in bus su strade statali, per lo più dissestate. Chi pagherebbe? Il passeggero certamente, in termine di disagio, la compagnia in termine di costi. E’ altresì vero che, per fortuna, l’Etna non è quotidianamente in eruzione e che il bel tempo rende i dirottamenti per forti venti o temporali, molto più difficile, ma prevedere situazioni di emergenza e predisporre un piano prima dell’emergenza stessa, non sarebbe una cattiva idea. Infine, il turismo sarà in questo periodo estremamente appesantito da disagi e costi che i vari Tour operators dovranno accollarsi eliminando mete, spiegando ai turisti affascinati dalla nostra meravigliosa isola, che purtroppo un pezzo di autostrada è crollato. Altro ruolo, purtroppo, a Comiso non spetta. I bandi sono intrappolati nella burocrazia classica italiana, mentre i Commerciali vanno in giro per l’Europa per concludere nuovi contratti e nuove rotte.


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