martedì 8 dicembre 2015

A distanza di tre giorni dall’inizio dell’attività eruttiva dell’Etna, noi di FlyComiso ci sentiamo in dovere di intervenire nello scenario dell’informazione pubblica per provare a ristabilire l’ordine delle cose di questi tre giorni. Non pecchiamo di presunzione quando affermiamo ciò poiché siamo stati impegnati in prima persona, chi tramite la propria postazione pc, chi personalmente presso l’Aeroporto di Comiso e abbiamo visto con i nostri occhi come si sono svolte tutte le procedure di emergenza dei dirottamenti a causa della cenere vulcanica. Prima di procedere è necessario però ricordare la definizione del termine “emergenza”, fornita in questo caso dal famoso Treccani per cui si definisce emergenza una: situazione di estrema pericolosità pubblica, tale da richiedere l’adozione di interventi eccezionali”. Quale di queste parole della definizione non è chiara a tutti coloro i quali hanno avuto da ridire sull’organizzazione di tale evento e sulla sua gestione? Per fortuna comunque, una buona fetta della stampa on line e cartacea, ha descritto in modo preciso come si sono svolti i fatti. Dopo aver fatto questa doverosa premessa, possiamo affermare senza dubbio che dal 5 Dicembre la Soaco e la Sac hanno affrontato al meglio delle loro possibilità l’emergenza Etna. Si perché in modo improvviso, la Soaco ha messo in allerta prima, e richiamato dopo, tutto il suo personale che ha sacrificato il proprio turno di riposo o di pausa per cercare di svolgere al meglio il proprio lavoro. Nel frattempo, considerando l’entità della eruzione che non si arrestava, la Sac ha mandato presso l’Aeroporto di Comiso una parte del proprio personale proprio per aiutare i colleghi comisani a svolgere l’enorme carico di lavoro che improvvisamente si stava sviluppando a Comiso. Sono stati infatti 36 i voli dirottati tra AlitaliaVolotea (che era già venuta a Comiso ma stavolta ha dirottato tutti i propri voli) e Meridiana a cui si è aggiunto un volo privato e persino un volo di Stato. 
Nello stato di emergenza, anche compagnie come BlueAirVuelingAirValleeAirMalta, che fino ad allora non avevano mai voluto dirottare aerei a Comiso, hanno deciso di sfruttare la comodità di uno scalo distante appena 80 km da Catania piuttosto che dirottare a Palermo, cosa che hanno fatto comunque compagnie come Easyjet o AirBerlin. Paradossalmente Ryanair decide di dirottare  a Palermo persino i voli operati regolarmente a Comiso.

Quindi ricapitolando, si è venuto a creare un paradosso di non poco conto: tutte le compagnie succitate dirottano da Catania a Comiso e Ryanair dirotta i propri voli di Comiso a Palermo. Una scelta incomprensibile che nulla ha a che vedere con il fatto che il piazzale di Comiso fosse già occupato da altri aerei, o da decisioni di Sac prevaricanti su Soaco. Nulla di tutto ciò. Bisogna chiedere a Ryanair il perché di tale scellerata decisione e delle drammatiche conseguenze a carico dei passeggeri dirottati che ha causato. 
A Comiso, mentre numerosi aerei atterravano e decollavano, riempiendo non solo le sei piazzole a disposizione, ma addirittura riuscendo a contenere ben sette aerei contemporaneamente grazie anche ad una conseguente autorizzazione dell’Enac, all’interno dell’aerostazione si accumulavano i passeggeri provenienti con i bus subito organizzati da Catania e i passeggeri che immediatamente sbarcavano dagli aerei.  Nei tre giorni di dirottamenti, quindi, oltre 9 mila passeggeri sono transitati a Comiso. Per capire l’entità del numero, pensate che a Comiso in piena estate, con aerei pienissimi, 9 mila passeggeri transitano in poco più di una settimana. Tutto il personale in forza a Soaco ed i colleghi catanesi hanno dato il massimo con gentilezza e garbo, ma nessuno ha il dono dell’ubiquità per cui è possibile che tra i 9 mila qualcuno possa esser rimasto scontento. Una scontentezza che però è stata compensata non solo dall’arrivo a Comiso e non a Palermo, ma anche dalla presenza di bus già pronti al di fuori dell’aerostazione che li attendevano per portarli in poco più di un’ora a Catania Fontanarossa. E’ vero, una pecca da valutare è stata sicuramente il sito web dell’aeroporto casmeneo che è rimasto off line per tutta la durata dell’emergenza. La società che gestisce il sito ha precisato che il problema  si è verificato a carico dei server di Catania che a loro volta gestiscono il sito di Comiso. Da parte nostra, oltre a riportare questa verità, è importante far notare che non è la prima volta che il sito vada in crash e anche in periodi di tranquillità, quando gli accessi sono quelli fisiologici anche se la durata del guasto è stata limitata a poche ore e non a giorni. 
Insomma, chi ha pensato bene di scrivere che a causa del guasto al sito in tanti non hanno potuto avere le informazioni necessarie, forse non sapeva che all’interno dell’aerostazione tutti gli schermi presenti erano attivi, perfettamente funzionanti e aggiornati al minuto.  Evitando infine ogni tipo di vanto e con grande modestia, facciamo presente che grazie al portale FlyComiso su Facebook, Twitter e persino in diretta dallo scalo ibleo grazie a Periscope, migliaia di utenti della rete hanno avuto le informazioni necessarie in diretta, e i nostri post aggiornati in tempo reale hanno avuto una copertura di oltre 90 mila utenti; tant’è vero che molti di noi amministratori sono stati impegnati per oltre 13 ore di fila a monitorare gli eventi e a rispondere a tutti gli utenti che, preoccupati, chiedevano ogni tipo di informazione. Per concludere insomma, le criticità di cui parlare sono ben altre rispetto a quelle messe in evidenza da qualcuno che non era neanche presente durante l’emergenza e non ha visto con i propri occhi come sono andate le cose. Per esempio, un piazzale più ampio avrebbe garantito un maggior afflusso di aerei e quindi ancora più passeggeri con meno disagi e ritardi. L’apertura del secondo piano dell’aerostazione, chiusa anche durante tutta la durata dell’emergenza, l’aumento dei gate di sbarco e imbarco e delle postazioni di controllo, sono alcune tra le opere da sviluppare immediatamente e, per quel che ne sappiamo e che è stato pubblicamente riferito, Soaco ha già pronto da tempo il piano di interventi a carico dell’aerostazione.


2 commenti:

  1. Grazie del chiarimento.adesso si capisce il.motivo per il quale ho passato due giorni a cercare di contattare l'aeroporto di catania senza nessuna risposta.sarebbe opportuno da parte vostra formare il personale della SAC di catania su come organizzare un call center per eventi eccezionali come quello dellansettimana scorsa.grazie

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  2. Segnalo anche un sito "parallelo" rispetto a quello ufficiale dell'Aeroporto di Comiso: il quale tra le altre cose durante la giornata dei voli dirottati da Catania non esponeva gli orari dei voli in arrivo cosa che invece ho trovato nell'altro sito (semplice ma concreto...) http://Comiso24.com

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